giovedì 19 marzo 2009

Il bicchiere ? Non è né mezzo pieno, né mezzo vuoto ! Anzi, non c'è nessun bicchiere !

Non so a voi, ma a me andare a correre fa un gran bell'effetto ! Mi irrobustisce le gambe. Mi allena il sistema cardiocircolatorio. Mi rilassa. Mi fa dimagrire.

Il "gran bell’effetto" però è un altro.

Mi capita di iniziare a correre con mille pensieri in testa. Pensieri che viaggiano liberamente, senza fatica, e di cui sono minimamente consapevole. Pensieri scollegati gli uni dagli altri.

Spesso, dopo una mezz'ora di corsa, questi pensieri si aggregano fra loro sino a costruire qualcosa di ... compiuto. La soluzione di un problema che mi portavo dietro da qualche giorno. Oppure un'intuizione.

Qualche giorno fa è toccato al bicchiere e al fatto che, per qualcuno, sia mezzo pieno o mezzo vuoto. Questa espressione viene comunemente usata per indicare differenze fra punti di vista: quello dell'ottimista, che vede il bicchiere mezzo pieno, e quello del pessimista, che vede il bicchiere mezzo vuoto.

Notate qualcosa che non va, nel pensare ad una situazione come un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto ?

Durante la corsa ho visto, con chiarezza in questa metafora, due convinzioni limitanti.

La prima è che pensare al “mezzo pieno” e al “mezzo vuoto” mi pone, come prospettiva, sul bordo del bicchiere, e da qui vedo aspetti “positivi” (il mezzo pieno) e aspetti “negativi” (il mezzo vuoto). Ecco la prima convinzione limitante: di fronte ad un risultato, qualunque esso sia, ho fatto degli errori !

La prospettiva cambia, di molto, se mi posiziono al pelo del liquido. Guardo in giù e vedo ancora aspetti “positivi”; guardo in su e vedo (non gli errori ma) quanto posso migliorare !

Suona diverso ? Per me sì, ed anche un bel po' ! E mi libero dalla prima convinzione limitante se penso che il bicchiere non è né mezzo pieno e mezzo vuoto.

E anzi, non c'è nessun bicchiere ! Anche un flute, per quanto alto possa essere il suo bordo, mi pone comunque dei limiti. Sono limiti a quanto io possa migliorare ed il fatto che esistano questi limiti rappresenta la seconda convinzione limitante; non voglio limiti al mio miglioramento !

Quindi, mai più bicchieri, né mezzi pieni né mezzi vuoti, fra le mie metafore ! E fra le vostre ?

martedì 27 gennaio 2009

Una questione di scelte !

Ho conosciuto il mio amico Antonio diversi anni fa e, credetemi, è proprio un tipo speciale: è costantemente di buon umore e vede sempre, dico sempre, il lato positivo delle cose.

Io ero scettico di questo suo ottimismo 24 ore su 24 e 7 giorni su 7; così un giorno gli ho chiesto:”È impossibile essere una persona positiva sempre ! Qual'è il tuo segreto ?”. E Antonio:”Ogni mattina mi alzo e dico me stesso:”Antonio, hai due scelte oggi. Puoi scegliere di essere di buon umore o puoi scegliere di essere di cattivo umore.”

Io scelgo di essere di buonumore. Ogni volta che capita qualcosa di spiacevole, posso scegliere di esserne vittima o di imparare da quello che è successo. Ed io scelgo di imparare. Ogni volta che qualcuno viene da me a lamentarsi, io posso scegliere di unirmi alla sua lamentela oppure posso scegliere di vedere il lato positivo della cosa. Ed io scelgo di vedere il lato positivo.”

“Sì, d'accordo, ma non è così facile !”. “Certo che lo è !” risponde Antonio. “La vita è un susseguirsi di situazioni. Ogni situazione richiede delle scelte e sei TU che scegli. Sei TU che scegli se permettere agli altri di influenzare il tuo stato d'animo. Sei TU che scegli di essere di buon umore o di cattivo umore. In conclusione: sei TU che scegli come vivere la tua vita”.

Per un po' di tempo ci siamo persi di vista; poi sono venuto a sapere che nel ristorante in cui lavorava c’era stata una rapina. La situazione era degenerata e si era beccato tre pallottole in corpo. Per fortuna i soccorsi erano stati veloci; dopo un intervento durato 18 ore e settimane di cura intensiva, Antonio era stato dimesso dall’ospedale.

L’ho rivisto 6 mesi dopo e, casualmente, siamo finiti a parlare dell’incidente. Antonio mi ha detto che tutto il personale di soccorso era stato magnifico: continuavano a sostenerlo e a dirgli che tutto sarebbe andato per il meglio.

Quando sono arrivati al pronto soccorso si sono resi conto delle reali condizioni. “Vedevo nelle espressioni dei loro volti che pensavano, mentre mi guardavano: “È un uomo morto”. Dovevo fare qualcosa.”

“E cosa hai fatto ?”. “C’era una infermiera che mi strillava se ero allergico a qualcosa ed io risposi di sì” disse Antonio. Tutti erano in attesa della mia risposta, per sapere come procedere.
Inspirai profondamente e dichiarai:“Sono allergico ... alle pallottole !” E dopo le risate aggiunsi:”Ho scelto di vivere, intervenite sul mio corpo come su quello di una persona viva, non morta.”

Antonio è sopravvissuto grazie alla bravura di tutto il personale medico. Ed anche per le sue scelte. Io ho imparato da lui che ciascuno di noi ha la possibilità di vivere appieno la propria vita.

Dopo tutto ... è solo questione di scelte !